Concimi biologici: quali tipologie?

Il concime biologico è un tipo di sostanza fertilizzante di origine esclusivamente naturale. Tutti gli elementi che lo costituiscono derivano dunque dal mondo animale o vegetale o da un insieme dei due. Negli ultimi anni sta progressivamente aumentando la sensibilità su questo argomento e sulla salvaguardia dell’ambiente, motivo per cui i concimi biologici si sono diffusi rapidamente.

Perché scegliere i concimi biologici

Andiamo a capire meglio perché i concimi biologici sono una valida alternativa per sostenere in modo adeguato le esigenze nutrizionali di tutte le colture. Semplicemente perché adottare la concimazione di tipo chimico vuol dire non tenere conto del fatto che la terra sia un elemento vivo, ricco e pulsante. Inoltre da qualche tempo si è compreso che un utilizzo massiccio e prolungato di prodotti chimici ha un effetto negativo, in quanto diminuisce drasticamente la fertilità del terreno una volta esaurita la risorsa di humus. Viceversa, invece, i concimi biologici hanno il vantaggio di apportare tutti i macro, meso e microelementi necessari a favorire una corretta nutrizione alle colture e permettono al suolo di tornare alla vita. In questo modo le piante cresceranno più sane, resistenti, equilibrate e rigogliose.

Quali tipologie di concimi biologici esistono?

Vi sono in commercio numerose tipologie di concimi biologici, ciascuna di esse con i suoi vantaggi e svantaggi. È possibile per comodità raggrupparle in tre categorie principali: di origine animale, vegetale o mista. Per quel che riguarda il primo macro gruppo, i concimi biologici di origine animale

  • letame (detto anche stallatico)
  • pollina
  • humus da lombrico
  • epitelio animale idrolizzato

È fondamentale, tuttavia, conoscerne molto bene le proprietà e gli utilizzi per evitare di alterare in negativo la qualità del terreno.

I concimi biologici di origine vegetale

Passiamo ora ai concimi biologici di origine vegetale

  • compost
  • alghe (hanno un alto contenuto di: potassio, fitormoni, polisaccaridi e polifenoli)
  • la borlanda (ottenuta dallo scarto di lavorazione della barbabietola da zucchero) è ricca di potassio e glicinobetaine
  • idrolizzati proteici (a differenza di quelli di origine animale, secondo il regolamento europeo per le coltivazioni biologiche, possono essere utilizzati anche sulle parti edibili)
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